Home Sonno e riposo Sonnambulismo: chi ne soffre e perché?

Sonnambulismo: chi ne soffre e perché?

Da Dr. Valsecchi

Alzarsi durante la notte, parlare, muoversi, sembrare vigili ma, in realtà, essere del tutto addormentati. Quello del sonnambulismo è un fenomeno frequente, tanto che la maggior parte della popolazione ammette di averne sofferto almeno una volta nella vita.

I sonnambuli in genere non ricordano nulla di quanto compiuto durante la notte al loro risveglio e vanno controllati durante la manifestazione del problema: a seconda dell’età, infatti, potrebbero correre dei rischi importanti, quindi è bene guidarli nei movimenti e nelle azioni da compiere, con dolcezza e attenzione.

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Svegliarli potrebbe rappresentare un pericolo, soprattutto in termini di shock: il fatto che siano in grado di compiere gesti anche complessi, non deve farci sottovalutare il trauma che potrebbe manifestarsi con un brusco ritorno alla realtà.

Ma chi sono i sonnambuli e quali sono le cause di questa alterazione del sonno? Cerchiamo di capire insieme qualcosa di più su questo disturbo.

Chi sono i sonnambuli? Le prime manifestazioni nell’infanzia

Il sonnambulismo si manifesta in genere durante le prime ore del sonno, in quella che viene definita la fase REM e i movimenti durano in media cinque minuti, anche se non mancano episodi di più lunga durata; secondo gli studiosi è possibile distinguere due possibili momenti di comparsa: la fase non REM, in cui i soggetti non stanno sognando e la fase REM, in cui i soggetti sognano e compiono un maggior numero di movimenti, con cause diverse.

In ogni caso, a soffrire di sonnambulismo in forma maggiore sono i bambini, soprattutto se anche i loro genitori in tenera età hanno dato segni (anche lievi) di questo disturbo: tendenzialmente i casi di sonnambulismo si ritrovano in numero maggiore fra i 2 e i 13 anni, quando almeno 1/3 dei bambini ne manifesta i sintomi durante la notte: potrebbero guardarsi intorno in maniera confusa, camminare per casa, aprire armadi e mobili. Il disturbo, in genere, cala con la crescita e già durante l’adolescenza i casi si riducono drasticamente.

Data la profondità del sonno in questi momenti, l’ideale è mantenere la calma e aiutare il sonnambulo a superare la fase di movimento accompagnandolo passo dopo passo: sarà un modo per accertarsi della sua incolumità dato che potrebbe cadere e farsi male: le zone dormienti infatti sono quelle raziocinanti, perciò in caso di paura o reazione a qualsiasi tipo di stimolo il sonnambulo non si comporterà con pacatezza, ma asseconderà solo l’istinto.

Il disturbo, in forma minore, può interessare anche gli adulti, senza distinzioni di età o di genere: in questi casi l’attenzione dei familiari e deve essere maggiore, perché il sonnambulo potrebbe arrivare a uscire di casa, guidare e allontanarsi, con rischi per sé e per gli altri.

A meno che non si tratti di episodi isolati durante l’età infantile, l’ideale è agire subito per arginare il problema, in modo da ridurre sempre di più la comparsa e comprendendone e arginandone le cause. Pediatri e specialisti in disturbi del sonno sapranno indicare a genitori e interessati l’iter da seguire per aiutare chi soffre di sonnambulismo a ritrovare la tranquillità del proprio sonno.

Sonnambulismo: cause e ipotesi

Ma perché si soffre di sonnambulismo? La prima causa di questo problema è rappresentata dall’ereditarietà: secondo uno studio pubblicato su Jama Pediatrics, il 60% dei bambini sonnambuli è figlio di sonnambuli, contro il 22% di casi contrari. Non sono molti i casi in cui il sonnambulismo prosegue in età adulta, ma qualora il disturbo non scomparisse potrebbe avere, come anticipato, manifestazioni più importanti.

Dopo il periodo adolescenziale, gli episodi di sonnambulismo possono verificarsi in base ad abitudini ed eventi quotidiani: stress, ansia, consumo di alcol e sostanze stupefacenti, infezioni, febbre alta e farmaci potrebbero causare la comparsa del fenomeno, perciò uno stile di vita sano e regolare è la prima forma di contrasto al problema.

Qualora il sonnambulismo si presentasse con regolarità in età adulta o avanzata, una visita specialistica potrà chiarirne le cause, escludendo malattie neurodegenerative o morbi specifici.

Oltre al sonnambulismo, il sonno può essere disturbato da altri tipi di disturbi, che vanno presi in considerazione e trattati adeguatamente, per migliorare la qualità della nostra vita: scoprili al nostro articolo Disturbi del sonno: quali sono e come combatterli.

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