I microsonni: come sfruttare questa tecnica per stare meglio

Hai mai sentito parlare del sonno polifasico o dei microsonni? Molto probabilmente è la prima volta che li senti nominare, e questo perché la gran parte di noi è abituata al classico sonno monofase basato sul ciclo giorno-notte. 

Sebbene ci sia sempre stato consigliato di dormire circa 7-8 ore per notte, potrebbe sorprenderti il fatto che per alcuni non è esattamente così! È vero che il sonno ha un importante funzione riposante e rigeneratrice per il nostro organismo, ma è altrettanto vero che esistono diverse tipologie di sonno che, indirettamente, abbiamo anche già sperimentato o adottato in alcuni periodi della nostra vita: i neonati, ad esempio, hanno un sonno polifasico, un bambino bifasico e un adulto monofasico! Ma di cosa si tratta esattamente? Scopriamolo in questo articolo!

Cosa sono i microsonni e come cambiano il ciclo del riposo

Come abbiamo più volte sottolineato, mediamente un buon sonno ristoratore dovrebbe durare mediamente tra le 7-8 ore. Sappiamo anche che il riposo si articola in due fasi principali, la NREM e la REM che si succedono ciclicamente per circa 4-5 volte. Eppure esistono delle persone che non seguono questa successione ma cambiano volontariamente il proprio stile di riposo. Ed è proprio in questi contesti che si parla di sonno polifasico o microsonni.

I microsonni, infatti, come suggerisce il nome, nella loro declinazione più estrema sono dei riposi molto abbreviati, della durata di circa 20 minuti ciascuno, che vengono ripetuti più volte nell’arco della giornata. Con questo metodo, quindi, non è importante la quantità di sonno, ma la qualità di ogni singola “sessione di riposo”.

I microsonni possono però verificarsi anche involontariamente; questo avviene principalmente in condizioni di scarso riposo, o di sonno poco ristoratore, il che comporta dei brevi momenti di sonnolenza che ci distolgono dalle attività a cui ci stiamo dedicando.

Il ritmo circadiano, l’opposto dei microsonni

Uno schema di riposo come quello dei microsonni va inevitabilmente contro quello classico giorno-notte noto come “ritmo circadiano”. Se i microsonni prevedono dei brevissimi intervalli di riposo suddivisi durante tutto l’arco della giornata, il ritmo circadiano è completamente l’opposto. Questa impostazione è definita come quella “classica” a cui la gran parte di noi è abituata: dormire tutte le notti per un tempo più o meno costante di circa 7-8 ore.

Durante tutto l’arco della giornata non sono previsti dei riposi extra, se non il classico riposino pomeridiano dopo pranzo. Il ciclo circadiano si basa sulla teoria che esiste una sorta di “orologio biologico” degli esseri viventi dettato dall’alternarsi del giorno e della notte, che serve proprio per rigenerare le cellule del nostro organismo, il cervello e il nostro corpo in generale. La teoria dei microsonni, invece, fa leva sul fato che non tutte le fasi del sonno sono realmente utili e ristoranti; quella veramente importante è la fase REM, della durata media di ricerca 120 minuti, motivo per cui non sarebbe sufficiente dormire al massimo due ore secondo la tecnica dei microsonni.

La tecnica del microsonni

La tecnica dei microsonni può sembrare semplice e sorprendente allo stesso tempo, ma non è una scelta da fare completamente a caso. Esistono, infatti, diverse “tecniche” di microsonno:

  • Sonno bifasico. Questa tecnica prevede un riposo piuttosto lungo durante la notte (4 ore) e una fase di riposo più breve il pomeriggio di un’ora o poco più. Il totale delle ore di sonno supera di poco le 5 ore ed è l’unica tipologia di microsonno che più si avvicina al ritmo circadiano.
  • Tecnica Everyman. Rispetto alla tecnica bifasica si dorme un’ora in meno ma le sessioni di riposo sono più frequenti durante tutta la giornata.
  • Tecnica Dymaxion. Le ore di sonno si riducono a due suddivise in quattro sessioni di riposo differenti.
  • Tecnica Uberman. È la tipologia di microsonno più estrema che prevede 6 sessioni di riposo lungo la giornata, ogni sessione ha una durata di circa 20 minuti per un totale complessivo di due ore di riposo.  
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