Il lattice naturale: le differenze con rispetto al lattice sintetico

Molti dei prodotti di uso comune, come i materassi, i guanciali, i giocattoli e alcuni dispositivi medici di protezione sono realizzati in lattice. Per un occhio non allenato non è sempre facile distinguere tra quello naturale e quello sintetico, poiché all’apparenza risultano alquanto simili.

Cos’è il lattice naturale?

Il lattice del primo tipo sgorga da una pianta chiamata Hevea Brasiliensis, originaria dell’Amazzonia che, grazie ai tessuti secretori, produce dalla corteccia questa sostanza appiccicosa e vischiosa, di colore bianco latteo, alla consistenza elastica e gommosa.

Questo vegetale di alto fusto, infatti, viene anche chiamato “albero della gomma”.
La raccolta del prodotto avviene una volta l’anno, creando delle feritoie sulla pianta in modo che coli spontaneamente.

L’operazione si può ripetere circa 140 volte per ogni arbusto, ricavando 3 kg all’anno per 20 anni.
Nel corso del tempo, con l’accelerata dei consumi, queste piantagioni hanno iniziato a scarseggiare, rendendo necessaria una produzione in laboratorio che andasse di pari passo con quella naturale della foresta.
La composizione chimica del lattice prevede un 60% di acqua, un 35% di gomma, un 3% di proteine ed enzimi e un residuo 2% di resine, idrocarburi, amido e sali inorganici.
Lo stesso presenta varie proprietà utili alla vita quotidiana, che lo rendono una delle sostanze più ambite sul mercato.
In primo luogo è un potente antibatterico e antimuffa, rendendosi perfetto per alcuni prodotti come ad esempio i materassi.

In secondo, è elastico e indeformabile, in quanto se viene sottoposto a pressione o tiraggio riacquista sempre la forma originaria senza sforzo e soprattutto non rovinandosi nel corso del tempo anche dopo un uso costante e prolungato.
Infine parliamo di un materiali ecologico al 100% e per questo totalmente riciclabile, che può essere smaltito facilmente senza inquinare in alcun modo l’ambiente e anzi venendo impiegato per altri utilizzi successivi.
Si tratta pertanto di una risorsa fondamentale per il nostro pianeta, che va protetta dallo sfruttamento intensivo per evitare di rimanere un giorno senza.

In cosa viene impiegato il lattice naturale?

Essendo così versatile, il lattice naturale viene utilizzato per gli oggetti più disparati che siamo abituati a usare quotidianamente senza nemmeno accorgercene.

Pensiamo ad esempio al materasso sul quale ogni giorno riposiamo: probabilmente si tratta di un modello realizzato in questo materiale, che mantiene la sua forma anche dopo anni di costante e intenso sfruttamento, permettendo un riposo ottimale e una corretta posizione per la colonna vertebrale.

Nonostante alcuni pensano che sia una tipologia ormai superata, il materasso in lattice è ancora uno dei migliori, poiché asseconda la postura senza forzarla. Stesso discorso vale per il guanciale e per molti dei giocattoli dei bambini, che vengono sempre sottoposti a pressione costante senza modificarsi di una virgola.

Quanto mai attuale è il discorso invece dei dispositivi di protezione contro i virus e i batteri, con la massiccia produzione di guanti in lattice, che possono essere tirati e deformati senza rovinarsi minimamente.
Potremo continuare poi con elastici, palloncini, tettarelle, adesivi, pannolini, reggiseni, molti del materiale per ferramenta come le guarnizioni, fino ad arrivare alle gomme damasticare, che ne contengono una notevole quantità, ma non sono nocive essendo la sostanza del tutto naturale e ben tollerata dall’organismo, tranne nei casi di allergia attestati, che possono provocare fastidiose eruzioni cutanee e, in casi più gravi, addirittura shock anafilattici.
È opportuno individuare subito una situazione di questo tipo, cercando di evitare ogni forma di contatto con il materiale, operazione piuttosto difficile se pensiamo alla sua diffusione nella nostra vita, in ogni ambito.

Le principali differenze tra lattice naturale e sintetico

Molto simili all’apparenza, questi due materiali presentano delle sostanziali differenze che possono portarci a scegliere una tipologia piuttosto che l’altra.

A favore del lattice naturale c’è certamente la questione ecologica, essendo questa tipologia totalmente smaltibile e riciclabile, al contrario dell’altra che presenta sostanze create in laboratorio. Inoltre, si dimostra più elastico e garantisce una tenuta migliore come forma per un arco di tempo più lungo.
D’altra parte, il lattice sintetico è notevolmente più economico, essendo prodotto a livello industriale senza doverlo andare a reperire in Amazzonia o in alcune zone remote dell’Asia.

Inoltre lo stesso è interamente ipoallergenico, consentendo di utilizzarlo in sicurezza anche da coloro che si mostrano intolleranti verso quello ricavato dalla pianta, che stimola invece pesanti reazioni allergiche in alcuni soggetti predisposti, con episodi di orticaria, asma e soffocamento, che possono condurre il malcapitato direttamente all’ospedale.

Possiamo affermare che entrambe le varianti presentano i loro vantaggi e i loro punti deboli e per questo è opportuno operare una scelta in base alle proprie esigenze specifiche, soprattutto per quello che riguarda il materasso, che deve garantire il giusto riposo ogni notte.

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