Le ipopnee o apnea nel sonno: scopriamo cosa sono

Il segreto per affrontare una nuova giornata con energia ed entusiasmo? Dormire bene! Può sembrare un’osservazione banale (e scontata), ma la quantità e la qualità del riposo influisce in maniera significativa su tutto il resto della giornata.

È risaputo che bisognerebbe dormire circa 8 ore al giorno, ma anche rispettando questa indicazione, nella maggior parte dei casi è la qualità del sonno stesso a fare la differenza, piuttosto che la quantità.

I fattori che incidono negativamente sul nostro riposo possono essere tantissimi, ma tra quelli più fastidiosi vi sono senza ombra di dubbio le apnee e le ipopnee notturne. Di cosa si tratta? Scopriamolo in questo articolo.

Cosa sono le ipopnee: la definizione completa

Le apnee e le ipopnee sono due disturbi del sonno simili e collegati che rientrano nella cosiddetta Sindrome da Apnee Ostruttive del Sonno (OSAS), ossia un disturbo respiratorio che comporta un blocco temporaneo della respirazione durante il riposo.

Questi episodi possono presentarsi a fasi alterne: parliamo di ipopnea quando l’interruzione del flusso respiratorio si verifica in modo parziale (il flusso d’aria si riduce del 30-50%); quando si verifica un’interruzione respiratoria completa (il flusso d’aria si riduce al 100% per un tempo maggiore ai 10 secondi) parliamo di apnea del sonno.

L’ipopnea, quindi, non è altro che un episodio di apnea notturna parziale, che non comporta un’interruzione totale del flusso respiratorio, ma soltanto una sua riduzione temporanea generalmente di breve durata.

Quali sono i sintomi dell’apnea notturna

I fenomeni di apnea notturna si ripercuotono inevitabilmente sulla qualità e sulla quantità del sonno, che sarà più agitato e scostante. Il vero pericolo di questi disturbi deriva dalla significativa riduzione della concertazione di ossigeno nel sangue che, a lungo termine, può portare all’insorgere di problemi cardiovascolari o all’alterazione dei meccanismi dei glucidi con conseguente rischio di sviluppare il diabete.

I campanelli d’allarme che possono indurci a pensare di soffrire di questa sindrome possono essere diversi: costante sonnolenza diurna; difficoltà di concentrazione, alterazione dell’umore, deficit di memoria; cefalea; colpi di sonno; sudorazione notturna; depressione e irritabilità.

Tuttavia, il principale sintomo a cui prestare attenzione è l’eccessiva sonnolenza diurna, condizione che porta generalmente il medico a diagnosticare il disturbo da sindrome da apnee ostruttive del sonno. 

Quando si parla di apnee ostruttive

Si parla di apnee ostruttive quando il numero di questi episodi è uguale o superiore a 5 episodi per ogni ora di sonno, oppure quando si verificano un numero di blocchi respiratori uguale o superiore a 15. Per diagnosticare il disturbo da questa sindrome il medico può richiedere di sottoporre il paziente ad alcuni esami specifici come la polisonnografia, la poligrafia respiratoria o l’elettroencefalogramma.

Vi sono alcune condizioni che favoriscono l’insorgere delle apnee ostruttive, come l’obesità-sovrappeso, l’ostruzione delle vie aeree superiori, l’alcol o l’assunzione di sonniferi. Per prevenire di sviluppare i tipici sintomi di questa sindrome, quindi, è sufficiente modificare il proprio stile di vita cercando di perdere peso, mangiare in modo sano ed equilibrato, evitare di fumare e assumere alcolici. In alcuni casi particolarmente gravi potrebbe essere necessario ricorrere all’intervento chirurgico, alla terapia comportamentale o posizionale, nonché all’utilizzo di alcuni particolari respiratori a pressione positiva o apparecchi ortodontici. 

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