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Feng Shui: il giusto orientamento del letto

Da Dr. Valsecchi

Dopo aver parlato di come dormire sul fianco sinistro possa aiutare la qualità del nostro sonno, oggi ci occupiamo di Feng Shui (che significa “Vento e Terra”), un’antica arte geomantica cinese (oggi considerata pseudoscienza) incentrata sull’equilibrio tra forze ed elementi, tra uomo e territorio. In merito a questo secondo punto, il Feng Shui si occupa anche della ricerca dell’armonia all’interno degli spazi chiusi, abitazioni incluse: questo significa che, proprio come nella vita, esistono delle direzioni nella propria casa che sono più propizie di altre per la crescita, la salute e il benessere degli inquilini, e che vanno rispettate in ogni ambiente, camere da letto incluse. Scopriamo quindi come applicare la filosofia Feng Shui al proprio sonno e la sua validità spirituale e scientifica!

Come orientare il letto per dormire meglio?

Se avete acquistato un nuovo letto o se state sistemando la disposizione degli elementi all’interno della vostra camera, è bene non sottovalutare gli antichi principi del Feng Shui: se mentre siamo svegli e lavoriamo pensiamo di conseguenza al nostro futuro (Yang), quando dormiamo invece abbiamo invece bisogno di riconnetterci con le nostre radici e di recuperare le energie (Yin). Tenendo a mente questo principio, e dopo esserci assicurati di non avere la porta alle spalle (per motivi di sicurezza), di aver scelto degli arredi morbidi, dai colori neutri, di aver insonorizzato la stanza e di non avere un’illuminazione troppo forte, è il momento di passare all’orientamento del letto: il riferimento diventa allora la nuca, ovvero la testata.

Dormire con la testa a Nord è particolarmente indicato, leggiamo il perché!

Se rivolta verso Nord, favorisce lo scarico dei campi elettromagnetici naturali e, di conseguenza, garantisce il sonno più profondo. Si tratta dunque della posizione più indicata. Nel caso in cui, per esigenze di spazio o spirituali, vogliate orientare il letto verso altre direzioni, ecco quello che dovete sapere: l’Est rappresenta la crescita, l’energia e la creatività ed è la scelta giusta se volete sviluppare la capacità di sognare. Il Sud è la forza vitale e la passione e, per quanto ottimale per chi voglia curare questi aspetti, non è consigliata per periodi di tempo troppo lunghi, in quanto non assicura un sonno profondo. L’Ovest infine è collegato alla capacità di saper materializzare i propri desideri, ed è indicato per chi ricerca l’appagamento personale e professionale, ma attenti: induce alla pigrizia!

Feng Shui: in cosa consiste questa tecnica

Il Feng Shui è una pratica taoista antichissima che si basa su due principi: il Ch’i (l’energia interna al corpo umano) e l’equilibrio tra Yin e Yang (oscurità e luce, donna e uomo). Questi si declinano poi in diverse associazioni tra i punti cardinali, determinati colori, forme, animali e aspetti della vita che formano cicli che compongono l’esistenza, ovvero, l’eterno divenire. Ogni direzione in quest’ottica assume una particolare relazione con aspetti specifici come la famiglia, il lavoro, la ricchezza e la felicità.

Ad esempio, il Blu è il colore del Nord e del successo, il Giallo dell’Ovest e della creatività, il Rosso del Sud, della saggezza e della forza e il Verde dell’Est, che indica la conoscenza. Tale filosofia si può applicare ad ogni aspetto della vita, incluso, come sopra citato, l’orientamento di un edificio: non a caso, è tradizione in Cina rivolgersi a un esperto di Feng Shui per scegliere dove posizionare un’abitazione, quando iniziare e finire i lavori, quando trasferirsi al suo interno e come disporre gli elementi per portare ordine e serenità alla famiglia.

Cosa dice la scienza a riguardo

L’interesse della scienza rispetto alla correlazione tra sonno e direzione geografica è stato deriso fino a pochi anni fa, precisamente fino agli anni ‘70, quando alcuni studi condotti da Americani hanno dimostrato che dormire con la testa a Nord aumenta la durata del sonno REM (quello più profondo, in cui le energie di una persona si ristabiliscono).

Questo andrebbe a validare la teoria secondo la quale alcune cellule umane funzionino come magnetorecettori, in maniera analoga ad animali come pesci, bovini e cani. Gli studi sono stati poi replicati in Europa e hanno portato alle medesime, seppur tutt’oggi ipotetiche, conclusioni: l’aumento della durata infatti è troppo lieve per parlare di valenza scientifica. Si continua dunque a testare e a ricercare una risposta definitiva al fatto che la direzione della testa quando si dorme influenzi il sonno: nel frattempo, non ci resta che sperimentare personalmente quale sia la più indicata per le nostre esigenze!

 

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