Durata del materasso: come capire quando è il momento di cambiarlo

Finalmente ci stiamo rilassando sul nostro nuovo materasso quando all’improvviso ci sorge un dubbio: ma quanti anni può durare? E quali sono i fattori che ne determinano la durata? Capire gli anni di vita di un materasso e, soprattutto, gli anni di vita per dormire bene su un materasso è importante per sapere non solo quale prodotto comprare in primis, ma per valutarne poi l’effettiva sostituzione. Ecco una rapida guida con tutto quello che dovete sapere a riguardo!

Come capire se il materasso è da cambiare?

La prima cosa da sapere è che la durata di vita di un materasso varia dalla tipologia dei materiali che lo compone: un materasso in lattice non dura quanto uno a molle, e così via. La seconda è che, oggi, la durata media di questo prodotto è stimata a 10 anni; dopodiché, inizia a perdere di qualità. Ecco alcuni elementi dei quali tenere conto per capire se il materasso sia da cambiare o meno:

  • Ha almeno 7-10 anni: questo dato varia a seconda del produttore, del tipo e della qualità del materasso, dal fatto che si dorma da soli, con un partner e dal modo in cui si dorme.
  • Affossamento: se il materasso si affossa in corrispondenza della forma del vostro corpo (sia al centro che ai bordi), questo è un fattore da tenere in considerazione. Anche i materiali, come molle, schiusa o imbottitura, potrebbero cedere nel tempo.
  • Problemi alla colonna vertebrale: la curva a “S” naturale della colonna vertebrale dovrebbe essere mantenuta quando si è sdraiati sul materasso. Nel caso in cui sia troppo rigida, questo potrebbe costituire un problema.
  • Scomodità: non è un dato così scontato come sembra; infatti, se ci si accorge che si dorme meglio su altri materassi rispetto a quello di casa propria, allora può voler dire che il vostro letto non è abbastanza confortevole.
  • Risveglio doloroso: se ci si sveglia con dolori alla schiena ogni giorno, questo non solo influisce sul proprio umore, ma può creare anche disagi a livello fisico. Ecco perché è importante scegliere dei materassi di media consistenza che forniscono un miglior comfort per il dolore cronico alla parte bassa della schiena.
  • Allergie o asme: se non è la stagione delle allergie, non si è mai stati soggetti all’asma e non c’è una spiegazione all’improvviso aumento dei sintomi, sapete quale potrebbe essere la causa del problema? Esatto, il materasso.

Quanto può durare un materasso?

La durata massima di un materasso è stata calcolata intorno ai 10 anni, ma bisogna tenere conto di tutti i fattori sopracitati per determinarla con esattezza; inoltre, come già accennato, dipende molto anche dal materiale di riferimento. Ad esempio:

  • Lattice, 7-8 anni: essendo un materiale di derivazione naturale, tende a decomporsi inevitabilmente. È soggetto poi a deterioramento precoce se esposto a fonti di calore o umidità.
  • Memory, 8-10 anni: la durata dipende molto dalla qualità degli schiumati utilizzati.
  • A molle, 10-12 anni: anche qui, la qualità incide parecchio sulla durata del prodotto. Gli aspetti di cui tenere conto sono il numero di molle, il tessuto di rivestimento e i collanti utilizzati per fissare la struttura di gomma che contiene il molleggio.
  • Ortopedico tradizionale, 8-10 anni: è importante controllare la qualità delle colle utilizzate perché si rischia altrimenti di ritrovarsi con un materasso dove le molle si separano, creando affossamenti.

Quanto dura un materasso in memory?

Il memory form non si “sbriciola” nel tempo come invece avviene per il lattice, anche se è soggetto ad ingiallimento: in ogni caso, questo non incide sulla sua sdraiata e rigidità. I due fattori principali che incidono sulla sua qualità sono la densità dello schiumato e la qualità degli oli utilizzati. In generale, la durata dei materassi in memory si aggira intorno ai 10 anni.

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