Home Postura e benessere Dormire bene quando si soffre di reflusso gastroesofageo

Dormire bene quando si soffre di reflusso gastroesofageo

Da Dr. Valsecchi

Con reflusso gastroesofageo si intende quel disturbo che provoca la risalita del contenuto gastrico nell’esofago. È utile precisare che è un evento fisiologico che si può verificare più volte al giorno, tuttavia diventa una patologia nel momento in cui causa sintomi e complicazioni. Questa patologia diventa ancora più fastidiosa quando manifesta i suoi effetti durante la notte, disturbando il sonno ripetutamente.
I dati più recenti affermano che il reflusso colpisce tra il 20% e il 40% delle perone di età compresa tra i 45 e i 64 anni, più della metà ne soffre soprattutto la notte.

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Le conseguenze del reflusso gastroesofageo

Il problema peggiore causato da questa patologia è che a lungo andare danneggia l’esofago andando a comprometterne le funzionalità. Se il disturbo poi si verifica con più frequenza la notte, le conseguenze possono essere ben peggiori. L’acidità del contenuto gastrico durante il riposo tende ad essere più elevata e i fenomeni di reflusso saranno ancora più nocivi per l’esofago. Inoltre, nel casi più gravi, il reflusso può essere tanto fastidioso da interrompere il sonno e disturbarlo per tutta il resto della sua durata.

Cause, sintomi e rimedi

Il verificarsi dei fenomeni di reflusso gastroesofageo è strettamente correlato alla dieta che si segue. Mangiare tanto dopo magari un digiuno prolungato è una delle prime cause di questo disturbo. Per tale ragione è consigliabile consumare piccoli pasti ma con maggiore frequenza al fine di non sovraccaricare eccessivamente lo stomaco e assumere troppe calorie rispetto a quelle necessarie. Non bisogna poi mangiare immediatamente prima di andare a dormire, e comunque, per almeno 45-60 minuti dopo aver mangiato, è necessario mantenere una postura eretta per evitare la risalita del contenuto gastrico. Vi sono poi alcuni cibi che vanno assolutamente vietati al verificarsi di questi fenomeni:

      • alimenti ricchi di grassi (fritti, carni rosse e grasse, formaggi grassi, olio ecc.)
      • bevande a base di caffeina e alcolici
      • cibi fritti
      • alcune verdure e verdure cotte a vapore
      • dolci
      • latticini

Il sintomo più evidente che il reflusso comporta è un accentuato bruciore di stomaco accompagnato da difficoltà a deglutire, gola secca e vomito. Per porre rimedio a questi fastidiosi sintomi bisogna innanzitutto modificare alcune piccole abitudini di vita (non distendersi subito dopo i basti) e alimentari. Vi sono poi alcuni farmaci che possono essere d’aiuto nel prevenire e mitigare il fenomeno, si tratta di medicinali sostanzialmente a base di lansoprazolo, omerazolo, rabepraozolo, nizatidinae alginati, o,altri farmaci in grado di favorire la motilità e velocizzare lo svuotamento gastrico.

L’incidenza sul sonno

L’entità del disturbo del reflusso gastroesofageo è tale da incidere significativamente sulla quantità e qualità del sonno. Questo disturbo si verifica maggiormente la notte a causa della naturale posizione sdraiata che si assume durante il riposo, motivo per cui è consigliabile dormire con la testa e il busto leggermente rialzati.
Per contrastare gli effetti indesiderati del reflusso è necessario innanzitutto cenare presto, almeno 2 ore prima di andare a letto, ed evitare di consumare pasti troppo abbondanti. Assolutamente da evitare è il consumo di bevande in grado di irritare la mucosa esofagea e favorire la comparsa del reflusso. Anche il consumo di alcolici e il fumo possono incidere in maniera importante sulla comparsa del reflusso ed è quindi opportuno cessarne, o quantomeno limitarne il consumo.
Di primaria importanza è cercare di mantenere un peso forma adeguato e costante, abbinato ad una regolare attività fisica.
Il manifestarsi del reflusso gastroesofageo non deve destare preoccupazione se avviene in maniera del tutto sporadica e per poco tempo, poichè si tratta di un attività fisiologica dell’organismo, diverso è il caso in cui la sintomatologia si manifesta regolarmente e a lungo, causando, nei casi più gravi, insonnia e apnee notturne che vanno a incidere pesantemente sulla qualità della vita.

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